Ancora un colpo di scena nelle indagini sull’omicidio di Meredith Kercher. Un clochard, Antonio Curatolo, ha infatti raccontato alla Corte d’Assise, che sta processando Raffaele Sollecito e Amanda Knox, di avere visto i due imputati nella villetta dove è stato compiuto l’omicidio, proprio la sera di Halloween, il 31 ottobre del 2007. Per la difesa il teste è inattendibile. E’ giudicato credibile, invece, dai legali di parte civile. Al termine dell’udienza di stamani il processo è stato rinviato al 21 maggio quando saranno sentiti in aula anche gli esperti legali; che hanno compiuto una perizia sulle tracce di Dna riscontrate sul coltello, l’arma considerata del delitto, e sul gancetto di reggiseno indossato dalla Kercher quando venne uccisa.

Intanto il papà di Raffaele Sollecito, all’uscita del Tribunale, ha commentato l’atteggiamento del figlio, preoccupato dell’andamento del processo d’appello: “L’ho incontrato ieri in carcere e ho cercato di tranquillizzarlo. Sono ottimista dopo la testimonianza di Cutarolo e se non lo è anche Raffaele ce lo faccio diventare io”.

Anche Deanna, la sorella di Amanda Knox, ha confermato che la ragazza ora è “speranzosa”. Le due, che non si incontravano dal giorno della sentenza di primo grado, si sono viste in carcere prima dell’udienza: “Ci siamo abbracciate per tutto il tempo – ha detto Deanna – Amanda è sempre Amanda”.

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