Ecco il diario di Ruby, la ragazza dai mille volti. E’ l’ennesimo colpo di scena e un’ulteriore rivelazione che conferma in modo inequivocabile i rapporti “galeotti” tra la marocchina e il Premier. Dunque, c’è una Ruby che piange con i pubblici ministeri e una che con i pubblici ministeri s’arrabbia, e di brutto. C’è una Ruby che nei verbali dice una cosa e che nei suoi appunti sul computer, che riteneva a prova di ladro, ne dice una simile, ma non proprio uguale. “Trattiamola non come se fosse un pentito, ma come un testimone di mafia. Bisogna cercare i riscontri di quello che dice”, si sono imposti in procura dal luglio dello scorso anno e, dal bunga bunga alle case gratis per le papi-girl, dalle auto in regalo ai soldi in busta, riscontri ne sono stati trovati una montagna, tant’è vero che è stato chiesto e ottenuto il processo con rito immediato per il premier Silvio Berlusconi. Ma vediamo le ultime novità delle indagini.

I file nel computer. I detective, dal portatile della diciottenne, nella “cartella “3.9”, sottocartella “documenti”” estraggono e trasmettono appena lo scorso febbraio un file di appunti dal nome “ho conosciuto Emilio Fede nei vari concorsi di bellezza a… “. È uno scritto in cui Ruby indica nel direttore del Tg4 il “vettore nella conoscenza di Lele Mora e Silvio Berlusconi”. Questo il testo recuperato: “Ho conosciuto Emilio Fede nei vari concorsi di bellezza a cui ho partecipato (miss muretto, miss curva del sud, miss venere). Lo stesso Fede mi diede il suo contatto promettendomi lavoro a Milano. Il sig. Fede mi portò nell’agenzia di Lele Mora”.

Nel documento successivo, la diciottenne marocchina appunta: “Lo stesso Mora si dimostrò molto favorevole al mio inserimento nella sua agenzia facendomi poi lavorare al “Chiambretti night”, ignaro del fatto che io fossi minorenne. Nei tre mesi successivi venivo chiamata da M. Z., segretario della lM production, per partecipare a diversi programmi tv, tra i quali: La pupa e il secchione, L’isola dei famosi, Il grande fratello”.

Il bunga bunga. “Dopo alcuni giorni mi chiamò Mora per dirmi che avrei dovuto andare ad una cena”, continua nel suo racconto informatico la giovane ragazza marocchina. “Io pensavo che sarebbe stata una cena dove avrei dovuto fare “immagine”. Invece la sera stessa mi vennero a prendere a casa due auto di cui una dei carabinieri ed una con autista per accompagnarmi a casa del presidente Silvio Berlusconi”.

“Il presidente mi accolse in maniera molto “calorosa” con molti complimenti. Alla serata parteciparono circa 30 ragazze. Cenammo con musica dal vivo e il presidente mi dedicò anche una canzone. A fine cena saremmo dovuti andare al bunga bunga (il suo harem personale, nome copiato da Gheddafi). lo mi rifiutai dicendo che volevo andare a casa. Il presidente mi chiamò nel suo studio e mi disse che avrebbe potuto cambiare la mia vita. Risposi che avrei accettato se lo avesse fatto per umanità ma non per avere un tornaconto. Si mise a ridere e con tono sarcastico mi disse che non cercava tornaconto e che lui poteva avere tutto quello che voleva. lo gli risposi che io non ero tra “quel tutto”.

“Si mise a ridere e mi diede una busta. Arrivata in auto vi trovai un collier d’oro con diamanti di Damiani insieme a 46 mila euro. Ritornai a casa del presidente altre 3 volte”. Ruby, nel suo diario di viaggio, ricorda inoltre che, una volta scoperta la sua giovane età, Mora le propose lo stesso di prenderla in affidamento.

L’invettiva contro il pm. Che siano appunti per un libro, tracce per un interrogatorio, suggerimenti, o chissà che, sarà Ruby-Karima a spiegarlo al processo, ma il documento viene ritenuto “significativo”. Non è il solo. Ieri scrivevamo dei rapporti ambigui che Lele Mora, che cercava di ottenere Ruby in affido, e la minorenne. Il 5 agosto scorso Ruby contatta il procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno e il giorno dopo spiega il contenuto della telefonata a Diana Mora. “Ho buone notizie, forse mi danno quindici giorni per passarli a Milano”.

Ma l’8 agosto, Ruby è molto più arrabbiata e nei giorni successivi scapperà anche dalla comunità in cui è ospite per ordine della magistratura. Che cosa si dicono Ruby e Diana? “Mi stanno rompendo quelli del dottor Forno”, spiega la marocchina. Lui “torna il 18, cioè manco a Ferragosto ti fa stare bene questo giudice, poi si chiude in stanza dalle otto fino alle otto”.

Ruby insinua un dubbio sul modo di condurre l’indagine. “Non vuole arrivare a me, cioè, lui, il suo interesse non è arrivare a sapere cosa faccio io, lui vuole arrivare a colpire Silvio Berlusconi e Lele Mora, capito?”. Era l’8 agosto scorso e, settimana, dopo settimana, i riscontri sono diventati così tanti da portare, a dicembre, a iscrivere il nome di Berlusconi sul registro degli indagati.

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