Da anni ormai “Taormina” decolla nei cieli di tutto il mondo. Non ci riferiamo, ovviamente, alle inutili Borse del Turismo, ma alla flotta di Alitalia, dove c’è anche un Boeing 777 che porta il nome di Taormina. L’aereo venne acquistato da “Alitalia” nel 2002 nel contesto di un’operazione che portò la compagnia all’acquizione di sei velivoli.  Il “Taormina”, venne addirittura consegnato a Seattle, in America, la mattina del 26 agosto di quell’anno, per poi entrare in funzione da novembre. Il “Taormina” di Alitalia da allora ha girato praticamente tutto il mondo, collegando località internazionali lungo la tratta da Roma a New York e poii cieli di altre rotte a lungo raggio come Tokio, Osaka, San Paolo, Buenos Aires, etc.

Alitalia, a suo tempo, ha dedicato una parte della sua flotta ad altrettanti luoghi rinomati per la loro bellezza e mondanità: Portofino, Tropea, Positano, Madonna di Campiglio, Porto Rotondo, Cortina D’Ampezzo, Ostuni, Sestriere e Argentario, ed appunto Taormina.

L’aver battezzato con il nome della località in questione ha rappresentato per i vari centri una pubblicità gratuita dagli effetti altamente positivi.

Tranne che a Taormina, altrove hanno pensato di ringraziare e ricambiare l’attenzione riservata con un degno riconoscimento in favore di chi ha avuto l’ “idea”.

Chissà davvero chi avrà voluto che Alitalia dedicasse uno dei suoi aerei a Taormina.

Oggi basta cliccare su internet per trovare il Boeing777-200 ALITALIA I-DISA”Cittadi Taormina”.

Ciò premesso, facciamo ora qualche breve considerazione strettamente correlata al discorso Alitalia.

Vorremmo sapere che fine ha fatto l’iter per il marchio Taormina. E’ mai possibile che nel 2011 Taormina non abbia ancora un marchio registrato, nell’ambito del quale di fatto si vadano a disciplinare e contestualizzare iniziative come quella di Alitalia?

Bisognerebbe chiamare i migliori psicologi e sociologi del pianeta, e fargli studiare la “sindrome di Taormina”.

Pare sia una contagiosa patologia pressapochista che, dal popolino al mondo politico e gli associazionismi vari, negli anni 2000 ti fa credere di essere tranquillamente al centro del mondo sino all’infinito, e vivere di rendita per grazia ricevuta dal passato. Ti fa ritenere che, in fondo, ci sia sempre tempo poi con calma per fare le cose importanti.

Sarebbe interessante avviare uno studio finalizzato a farci comprendere il motivo per il quale a Taormina su un argomento di tale rilievo – dove non ci possono essere divisioni – ci si impantana per dieci anni anzichè deliberare immediatamente, mentre per fare altre piccole cose ci vuole invece mezz’ora.

Immaginate quanto avrebbe potuto monetizzare Taormina dall’operazione Alitalia se avesse avuto un marchio. Sia concesso un peccato di presunzione ma siamo certi senza timore di smentita che a Taormina praticamente nessuno o quasi, prima di leggere questo articolo, conosceva il fatto che Alitalia da dieci anni porta in giro per il mondo il nome di Taormina.

E allora l’auspicio è che a Taormina maggioranze e minoranze la smettano di pensare solo alle beghe paesane, alle piccole somme urgenze e agli ampliamenti degli alberghi.

Ci pare di ricordare che in Consiglio comunale non più tardi di un anno fa si litigò sulla paternità dell’iniziativa per il marchio. Tizio l’ha fatta ieri, Caio l’altro ieri e Sempronio la farà dopodomani. Non ci importa praticamente nulla di chi sia stata o sarà la paternità del marchio.

Ci si metta d’accordo nell’interesse collettivo, di tutti, su questo benedetto marchio e lo si faccia immediatamente, senza se e senza ma. C’è un indotto inestimabile che Taormina potrebbe avere e che sino ad oggi continua incredibilmente a perdere.

Lo ripetiamo: Taormina è un nome che, nonostante tutto, attrae ancora in tutto il mondo. E noi lo possiamo confermare in modo inequivocabile.

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