“Mastrissa” è ormai al collasso ma la conferenza dei servizi svoltasi martedì mattina nella popolosa frazione si è rivelata soltanto un momento interlocutorio. Al confine tra Taormina e Castelmola, numerosi residenti hanno atteso l’arrivo dei vari enti preposti, che hanno effettuato un sopralluogo di oltre due ore per le strade dissestate di un’area abitata da circa 200 famiglie e 500 residenti. E’ uno scenario desolante, a dir poco preoccupante, quello presentatosi agli occhi dei presenti. Il manto stradale in vari punti si è da tempo aperto, creando delle profonde voragini sulle quali transitano ogni giorno gli abitanti, e il disastro è tangibile soprattutto all’altezza di contrada Rossello, con i ben prevedibili rischi per l’incolumità di pedoni, automobilisti e centauri.

I residenti di Mastrissa hanno dunque sollecitato un’azione immediata per arginare gli smottamenti che da monte a valle hanno distrutto e fatto crollare varie parti del tracciato.

Il livello della strada (che è di pertinenza della Provincia regionale di Messina) si è abbassato di circa 20 centimetri.

Nel degrado e il dissesto di Mastrissa incidono pesantemente troppi anni nei quali sono state rilasciate dai Comuni licenze edilizie ed allacci di gran lunga superiori alla portata del territorio. L’incuria totale e l’irresponsabilità del passato ora è una spada di damocle che pende minacciosa sul presente e sul futuro.

Mastrissa, in alcuni punti, sembra quasi una frazione da Terzo Mondo, che necessiterebbe di molteplici opere intensive di consolidamento e messa in sicurezza. Lavori che richiederebbero forse uno o due milioni di euro.

Al vertice di Mastrissa hanno preso parte il sindaco Mauro Passalacqua,  Carmelo Valentino (assessore alla Protezione Civile), Giovanni Coco (dirigente del Comune), Antonietta Cundari (sindaco di Castelmola), Lino Monea (assessore provinciale ai Lavori pubblici), Giuseppe Celi (dirigente della Provincia), Pippo Lombardo (consigliere provinciale di Sicilia Vera) e Orlando Russo (consulente della Regionale per il Turismo). Ed erano rappresentati anche il Comune di Giardini e la Guardia di Finanza.

Assenti tutti gli altri enti e gran parte della politica locale, che forse non hanno ben compreso la gravità della situazione.

Al termine della ricognizione e del dibattito sui luoghi, le parti si sono aggiornate al giorno 1 aprile. La Provincia ritiene sia necessario uno studio geologico.

I Comuni vorrebbero pianificare, per forza di cose, un intervento in tempi stretti. In effetti però in questa terra sinora dimenticata, una prima soluzione potrebbe se non altro arrivare dall’avvenuta convocazione per quella stessa data del proprietario di un terreno privato al quale verrà chiesto di consentire il passaggio veicolare per connettere Mastrissa con il centro, cosi da poter bypassare un tratto di strada che è completamente franato.

La Provincia pochi giorni fa ha disposto la limitazione immediata al transito per i mezzi di portata superiore a tre tonnellate sull’arteria “Tropeano-Serro Petraro” in contrada Castelluccio, ricadente nel territorio di Castelmola. Ora si pensa ad una viabilità alternativa.

E per il futuro c’è anche chi, come Russo, ha proposto ieri di progettare il tanto agognato ponte di collegamento diretto tra Mastrissa e Taormina centro. Un’opera che chiaramente andrebbe poi finanziata dalla Regione.

Intanto si dovranno avviare dei lavori nei tratti franati, dove l’acqua infiltratasi nel sottosuolo, con una veemenza progressiva ma inesorabile, ha creato dei vuoti. I due Comuni parlano di “un’emergenza di pubblica calamità”.

“Da tempo ormai – precisano le due case municipali – si registra un movimento franoso in grave e costante evoluzione”. Non è più tempo di attendismi e consultazioni e c’è da augurarsi che una soluzione risolutiva venga trovata in fretta. E’ comprensibile tutta l’amarezza e la paura di gente che sta vivendo una situazione da incubo e si sente abbadonata a se stessa.

Non ci possono essere residenti di serie A o B e Mastrissa merita ora più che mai la massima attenzione.

Le immagini si commentano da sole: queste sono le strade di Mastrissa.

 

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