Colpo di scena nel processo per il delitto di Meredith Kercher. I  periti dell’Istituto medico legale di Roma, incaricati dalla corte d’Appello di Perugia, hanno stabilito che sul coltello che secondo l’accusa sarebbe l’arma del delitto, non c’è alcuna traccia del Dna di Meredith e di Amanda, come si era detto dopo un primo esame. Cadrebbe quindi una prova che inchiodava la Knox. Non è stato possibile poi trovare traccia del Dna di Sollecito sul gancetto del reggiseno di Mez perché questo risultava deteriorato. Con questi, risultati, quindi, potrebbe esserci un colpo di scena nelle indagini sull’omicidio della ragazza inglese. Nella precedente perizia, infatti, sul coltello erano state trovate tracce di Dna miste appartenenti alle due giovani.

Anche la posizione di Raffaele Sollecito esce rinforzata dagli esami dei periti romani. Sia lui che Amanda si sono sempre detti innocenti, e le loro difese sostenevano che il loro dna sui due reperti che sono stati esaminati ci fosse finito per contaminazione.

Giovedì a Perugia, davanti al giudice civile, riprende l’udienza per il ricorso presentato dai legali di Amanda per chiedere il sequestro del film uscito in America “Amanda Knox: murder on trial in Italy”. In aula sarà presente la stessa studentessa di Seattle.

L’udienza potrebbe comunque essere subito rinviata per questioni tecniche legate alle notifiche. Gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, avevano chiesto il sequestro immediato del film, perché “lesivo della reputazione”.

Per sabato è invece in programma una nuova udienza del processo di secondo grado ad Amanda e Raffaele.

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