Il Comando marittimo delle operazioni alleate in Libia va all’Italia.  E’ soprattutto il Il flusso illegale delle armi verso la terra libica che non si ferma e allora ecco la decisione di queste ore. L’Italia avrà un ruolo di primo piano nella missione della Nato per il rispetto dell’embargo delle armi, e andrà a sovrintendere la componente marittima. Lo riferisce il colonnello Massimo Panizzi, portavoce del presidente del comitato militare della Nato, ammiraglio Giampaolo Di Paola. Intanto le forze della coalizione hanno lanciato due attacchi aerei nella zona dove sono di base le forze fedeli al colonnello libico Muammar Gheddafi, nella città di Misurata, in mano ai ribelli. Alcuni cittadini hanno detto che dopo l’attacco aereo l’artiglieria e i tank delle forze leali al rais hanno smesso di sparare. Martedì sera Gheddafi, parlando dalle rovine del suo palazzo, aveva attaccato la coalizione («Sono i nuovi nazisti») e dicendo che «noi ridiamo dei missili».

Raid aerei alleati sono stati effettuati anche sulla cittá di al-Jamil, in Tripolitania, a sud di Zuara. Lo ha annunciato la tv di stato di Tripoli. «La cittá di al-Jamil – si legge in un messaggio apparso sullo schermo – ha subito poco fa un attacco colonialista e crociato».

I ribelli armati, quasi tutti civili, da giorni fermi al checkpoint di Zueitina, si sono allontanati rapidamente dalla zona subito dopo i colpi. Secondo le loro testimonianze, le forze governative si trovano a 10 chilometri dal loro posto di blocco di Zueitina in direzione di Ajdabyia e controllano gli ingressi est ed ovest della città.

Attraverso la postazione dei rivoluzionari è passata un’ambulanza a sirene spiegate in direzione di Bengasi, mentre un’altra è accorsa sul posto probabilmente a recuperare dei feriti. Al checkpoint di Zueitina si respira un’aria di stallo, in attesa di riorganizzare la guerriglia.

Il governo britannico ha ammesso di non sapere quanto durerà l’operazione militare, aggiungendo che l’intervento potrebbe portare a uno «stallo» tra il regime di Tripoli e i ribelli. Il ministro per le Forze armate, Nick Harvey, citato oggi dai media britannici, ha risposto: «Quanto è lungo un pezzo di spago? Non so quanto durerà. Non sappiamo se porterà a una situazione di stallo. Non sappiamo se le capacità libiche verranno neutralizzate in tempi rapidi. Chiedetemelo tra una settimana».

Gheddafi non molla e incita i suoi fedelissimi a lottare. “Alla fine vinceremo noi”, ha detto il leader libico rivolgendosi alla folla parlando dalle rovine del suo palazzo diroccato .

“Io resto qui perché ci sono di diritto, non temo gli aerei che seminano morte – ha aggiunto il raìs -. Manifestiamo contro il colonialismo, unitevi a noi. Stiamo subendo un’aggressione ingiusta. Americani e europei sono i nuovi nazisti”.

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