L’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Taormina si è concesso in questi giorni una meritata vacanza in terra caraibica, in quel di Cuba.   Un periodo di riposo non si nega a nessuno ed è sacrosanto che l’assessore abbia staccato la spina dai suoi impegni personali e professionali. Infelice è parso, tuttavia, il momento scelto per questa traferta nella patria di Fidel Castro e Che Guevara. A Taormina i lavori di riqualificazione della principale strada di accesso al paese – e parliamo ovviamente di via Crocifisso – erano e rimangono un disastro totale. L’andamento di questi interventi è ormai un mistero degno dei più “avvincenti” gialli (si fa per dire…) di Agatha Christie, con un cantiere la cui celerità ricorda la moviola di Carlo Sassi.

E che dire di altre vicende? Abbiamo visto e toccato con mano in che condizioni si trova la popolosa zona di Mastrissa. A Taormina c’è un rione di 500 residenti che  ha le strade distrutte e dove la gente è disperata, come lo è per le vicende di via Crocifisso.

In quest’ultimo caso è evidente che non possiamo attribuire all’assessore Muscolino cople pregresse per i misfatti degli ultimi 20 o 30 anni, vergogne di cui sono colpevoli le Amministrazioni di Taormina e Castelmola che hanno concesso licenze edilizie in modo folle e non si sono curati di attenzionare abusi edilizi e opere di urbanizzazione.

Ma è anche vero che, così come i disastri hanno origine nel passato, in questi ultimi tre anni non è stato fatto praticamente nulla a Mastrissa, nemmeno un minimo di interventi per cominciare a sistemare qualche pezzo di strada.

E allora forse non era questo il momento ideale per concedersi una vacanza. Lo si poteva fare in estate e nessuno avrebbe potuto eccepire alcun che.

Ritenevamo e continuiamo a pensare, con ampia convinzione e dati di fatto, che l’assessore, da persona intelligente qual’è, debba rassegnare le dimissioni e lasciare subito l’incarico ricoperto nella Giunta di governo.

E’ il momento del buon senso. E’ l’ora di fare quel passo indietro che avrebbe dovuto compiere già quando uscirono dalla Giunta anche i colleghi Papale e Conti.

Poichè Muscolino alle dimissioni non ci ha mai pensato e non ci pensa, dovrebbe essere il sindaco a revocargli il mandato.

Nessuno si faccia illusioni: Mauro Passalacqua non lo farà. Perchè continua a ritenere che il vincolo dell’amicizia sia un motivo abbastanza valido per garantire a Muscolino la conferma in Giunta.

Con Vittorio Conti, in effetti, l’amicizia di lunga data è finita nel momento in cui lo ha estromesso dall’Esecutivo, ma quella era un’altra storia, più complessa e più arroventata da fatti collaterali.  E’ stato un divorzio che avrebbe spiazzato persino i bookmakers londinesi.

Nel caso di Muscolino, non sarebbe un Conti-bis: perchè Passalacqua ha difeso Muscolino ad oltranza, sino all’extra-time e i calci di rigore, blindandolo come in fondo il “buon” Vittorio voleva che fosse nello scontro politico d’autunno che ha visto prevalere la Garipoli.

Allora, per quanto tempo ancora il sindaco continuerà a ritenere politicamente e umanamente corretto che lui vada a Mastrissa, come in via Crocifisso, a metterci la faccia e prendersi gli improperi della gente, mentre nello stesso momento – per ribadire l’espressione usata anche da una collega – c’è chi prende il sole in una località tropicale?

Nella medesima situazione di Passalacqua, si è d’altronde trovato in questi giorni anche l’assessore Carmelo Valentino.

A microfoni spenti questa domanda l’abbiamo già fatta sia a Passalacqua che a Valentino, e al di là di una legittima difesa di circostanza, il loro imbarazzo a tal riguardo è stato evidente. Inevitabile.

Se il problema si chiama Carmelo Lo Monte, l’onorevole potrà sempre dare un altro nominativo. Gli unici che hanno titolo per affrontare la questione erano e rimangono lui e il sindaco.

Non abbiamo dubbi sul fatto che Muscolino sia una persona capace e – a scanso di facili equivoci – vogliamo precisare che non c’è nulla di personale nei confronti di una persona alla quale ribadiamo il massimo rispetto, e che merita per altro solidarietà per chi lo ha fatto bersaglio di qualche recente attacco nel solito e più classico stile taorminese.

Contano i risultati e quelli del triennio amministrativo ai Lavori pubblici, rendono politicamente l’assessore non più difendibile. Dimissioni: non è peccato mortale e nemmeno vergogna.

Cuba libre è lo slogan a L’Avana, assessore da cambiare subito dicono qui a Taormina.

Il resto sono solo sentimentalismi e letteratura metropolitana, che non possono appartenere alla gestione della cosa pubblica in una località come Taormina.

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