A quali bassezze  può giungere l’uomo durante la guerra? Ecco forse la risposta ci viene dalle foto che sono state pubblicate su Libero per la prima volta di soldati USA, che oltraggiano dei cadaveri. Missione di pace? È abusata questa parola e forse non ha più alcun significato. Di Gheddafi, di Saddam Hussein si sapeva e si sa che erano dittatori. Non lo hanno mai nascosto e giustamente hanno avuto l’unanime condanna internazionale.  Ma purtroppo esistono anche “dittatori” che in maniera più subdola si nascondono dietro parole come “libertà”, “diritti umani”, “pace”.

Esiste una falsità ed un’ipocrisia internazionale che impedisce di raccontare la realtà per quella che è. E questo è molto grave, perché spesso erroneamente ci spinge a dividere il mondo in buoni e cattivi.

Da una parte l’impero del bene e dall’altra quello del male. E non sempre è così. Spesso anche nell’esercito di coloro che si definisco  “buoni”   si nascondono tanti cattivi, uomini privi di scrupoli, sciacalli che non esitano ad approfittare delle miserie del prossimo e che rivelano la parte peggiore, che è insita nell’essere umano.

In fondo ciò che è accaduto in Afghanistan nella provincia di Kandahar nel 2010 non può non aprire uno squarcio doloroso su  una realtà che forse noi non vediamo nella giusta prospettiva.

Guerra o missione di pace? Fa accapponare la pelle vedere militari che uccidono per puro divertimento, e che dopo aver torturato dei corpi si mettono in posa per farsi ritrarre.

Forse su questo il mondo occidentale dovrebbe meditare e dovrebbe avere il coraggio di mettere in discussione alcune false convinzioni, che dai grandi media vengono divulgate come “verità”.

Il mondo occidentale che si definisce “civile”  dovrebbe avere il coraggio di usare quella “ragione illuministica” che tanto ha fatto crescere l’Europa e smetterla di credere nei falsi miti. Non si può chiamare col nome di “pace” la guerra e soprattutto non si può esportare la democrazia, la tolleranza ed il rispetto con la forza delle armi.

Francesco Capaldo

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