Non c’è archiviazione nell’indagine per concorso in associazione mafiosa per il ministro ‘in pectore’ Saverio Romano, leader del PID. Il giudice delle indagini preliminari di Palermo, Giuliano Castiglia, ha respinto la richiesta della Procura di archiviare il fascicolo nei confronti dell’uomo politico. Il gip – come scrive oggi un quotidiano siciliano – ha fissato per il prossimo primo aprile una udienza camerale nella quale con tutta probabiltà chiederà chiarimenti al Pm Nino Di Mattero per poi, eventualmente, chiedere un supplemento di indagine. Ma il Gip potrebbe anche ordinare alla procura di formulare, coattivamente, un capo di imputazione. Secondo la procura di Palermo che voleva chiudere il procedimento non ci sono riscontri sufficienti alle dichiarazioni accusatorio del pentito Francesco Campanella, che aveva definito Romano persona ”a disposizione” di Cosa nostra e, in particolare, “dei capimafia di Villabate, Nicola e Antonino Mandalà”. Nella richiesta di archiviazione erano stati gli stessi i Pm a evidenziare dubbi sulla posizione del deputato – che è indagato in un’altra inchiesta per corruzione aggravata – ma aveano concluso che non c’erano “elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio”.

© Riproduzione Riservata

Commenti