Battaglia senza tregua nei cieli libici. A fronteggiarsi sono i caccia Usa e gli aerei del raìs, mentre proseguono gli scontri tra lealisti e ribelli. La situazione in Libia si fa drammatica. E mentre la diplomazia internazionale continua a discutere della evoluzione della missione internazionale, con l’Italia che chiede con forza il passaggio alla Nato del comando delle operazioni, il Paese di Muammar Gheddafi è ormai teatro di continui raid e bombardamenti aerei. In questo scenario bisogna sempre più fare i conti con i tragici bilanci degli scontri tra forze fedeli al Raìs e i ribelli. I jet delle forze della coalizione occidentale hanno attaccato un velivolo da guerra appartenente alle forze armate di Gheddafi mentre era in volo verso la città di Bengasi. Intanto, in diverse città le truppe del Colonnello sferrano attacchi contro le posizioni degli insorti.

Furibondi scontri a Yafran, 130 chilometri a sud-ovest di Tripoli, dove almeno nove persone avrebbero perso la vita. Fallita invece l’offensiva lealista a Zintan: secondo un testimone citato dalla Bbc «le forze di Gheddafi si sono ora ritirate. Tuttavia, da 50 a 60 carri armati sono ammassati all’ingresso settentrionale della città».

Almeno dieci le vittime dei bombardamenti dei pro-Gheddafi Attacchi anche Misurata, stando a quanto riferito dalla Bbc: testimoni citati dalle tv parlano di tank in azione e vittime. Un portavoce dei ribelli ha parlato di un bilancio parziale di 40 morti, tra cui 4 bambini, e di almeno un centinaio di feriti.

Secondo un bilancio di Abdel Hafiz al Ghogha, portavoce del Consiglio transitorio libico, solo sabato sarebbero morte 120 persone e 250 sarebbero rimaste ferite nell’attacco delle forze di Gheddafi contro Bengasi.

C’è poi la segnalazione del Daily Telegraph di un aereo da guerra americano, un F-15 Eagle, precipitato, sembra per un guasto. Il caccia Usa era partito da Aviano. Uno dei due piloti, riuscito a catapultarsi fuori dal velivolo, è stato salvato dai ribelli; l’altro è stato recuperato nei minuti successivi da forze della coalizione.

La notizia è stata data da un corrispondente del quotidiano in Libia ed è poi stata confermata anche dall’Africa Command, il comando militare Usa delle operazioni in Libia, che ha parlato di “avaria tecnica”.

Nel mirino dei raid aerei condotti durante la scorsa notte erano finiti soprattutto obiettivi legati alla difesa aerea libica a Tripoli e Sirte. Si sono uditi colpi di contraerea seguiti da esplosioni anche a Bab al-Aziziya, la zona in cui si trova anche il bunker del Colonnello, colpita la notte prima da alcuni missili.

La televisione di Stato libica ha accusato la Danimarca dell’attacco di domenica, da cui gli Stati Uniti avevano preso le distanze spiegando di non avere tra gli obiettivi l’eliminazione del Raìs (di cui si auspica tuttavia l’abbandono del potere, spontaneamente o sulla base delle spinte da parte della popolazione libica).

 

© Riproduzione Riservata

Commenti