Sarebbe bene che la classe politica italiana cominciasse  ad occuparsi di problemi concreti  e reali piuttosto che continuare a proporre fantomatiche riforme  che non migliorano il paese. I vari tentativi non organici di riforma lo stanno conducendo lentamente ed inesorabilmente alla destabilizzazione e soprattutto stanno penalizzando le classi sociali più deboli. Amato alla trasmissione di Fazio l’altra sera parlava di uguaglianza. Era da tanto tempo che in una trasmissione politica non si sentiva nominare con tanta pacatezza e profondità questa parola. Ecco l’Italia diventa sempre più un paese, dove c’è meno uguaglianza.

L’acqua costa sempre di più e sta diventando un bene prezioso. Per pochi. È stato registrato, infatti, un incremento del 6.7 % e la regione dove l’acqua costa di più è la Toscana. 270 euro in media spese dalle famiglie per il servizio idrico.

Tale dato è emerso da una ricerca dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzaattiva che ha anche evidenziato che la scarsa informazione degli italiani sulla potabilità dell’acqua li spinge a spendere 40 euro al mese in media per l’acqua minerale.

È lecito ci domandiamo non controllare i prezzi sul servizio idrico? Perché la gente poi compra acqua minerale invece di bere quella del servizio pubblico? Perché spesso non è garantita la qualità e soprattutto c’è una forte diffidenza rispetto ai controlli eseguiti sul servizio pubblico.

Uno stato civile in primis dovrebbe preoccuparsi di abbassare i costi dell’acqua per  tutti e soprattutto di rassicurare tutti i cittadini sulla qualità dell’acqua pubblica intensificando i controlli. L’acqua è infatti un bene primario e non è giusto  che la spesa per l’acqua gravi troppo sui bilanci delle famiglie italiane.

Il caro acqua così è commentato da Antonio Gaudioso, vicesegretario di Cittadinanzaattiva: “…contrariamente alle promesse ventilate in favore della privatizzazione delle acque pubbliche, in tutti i casi si è assistito, dopo alcuni mesi dall`introduzione della gestione privata, ad un aumento dei prezzi e delle tariffe. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con la figuraccia seguita al recente stop da parte dell`Unione Europea alle deroghe per i livelli di potabilità delle acque potabili in diverse zone del Paese”.

Risposta chiara è netta quella di Gaudioso. L’acqua  è un bene primario e soprattutto tutti qualunque sia la loro condizione socio-economica devono poter avere la possibilità di accedere al servizio.  Non può e non deve diventare un bene di lusso e soprattutto c’è un dato di fatto. La privatizzazione non ha fatto scendere, come si credeva, il prezzo del servizio idrico, ma ha determinato un ulteriore incremento.

Francesco Capaldo

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