Un  centinaio di manifestanti a Torino hanno contestato a Torino il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che è stato accolto al grido “Buffone” e “dimettiti”. La polizia prontamente li ha caricati. Scene da panico. Tutto è avvenuto nel corso della  manifestazione del PDL organizzata per sostenere alla carica di sindaco Michele Coppola. Sale quindi di nuovo la tensione politica e, mentre la classe dirigente di destra e sinistra è occupata a spartirsi poltrone e a discutere di “massimi sistemi” i cittadini sempre più soli e soprattutto sempre più vittime di una crisi che avanza, si organizzano per fare sentire a chi è al potere la loro voce. Cresce in silenzio ma con forza sempre più evidente in questo paese per anni abituato a tacere il dissenso politico. C’è un’ansia di cambiamento, una volontà di ricominciare a sperare ed  a disegnare il futuro che esplode in piccoli focolai disordinati senza che questi trovino l’unità in un progetto unico per il bene dell’Italia.

Chi è al potere, ma anche chi è all’opposizione dovrebbe fermarsi ad ascoltare la voce che viene dal basso. Dovrebbe fare un passo indietro ed avere il coraggio di rivedere molte proprie scelte e di inaugurare una fase nuova.  Un traguardo molto lontano in quanto la classe politica italiana ormai è sclerotizzata nei suoi apparati e senza più idee.

Da destra a sinistra viene ripetuto giorno per giorno lo stesso copione senza grandi novità. Lo si è visto sulla questione della guerra in Libia, dove il PD ha votato con il governo senza provare  ad avanzare sulla questione neanche una propria linea.

Si tratta insomma di un paese appiattito, dove la classe politica non gioca a proporre qualcosa di nuovo ma a dire le stesse cose. Si tratta infatti politici da salotto televisivo, che puntano più ad apparire che a elaborare soluzioni ai problemi. Come giustamente affermava da Fazio Amato con grande lucidità : “è cambiata la natura dei politici”. Purtroppo ci permettiamo di aggiungere non in meglio, ma in peggio.

E così il PD non propone qualcosa di diverso dalla Lega o dal PDL rispetto al federalismo, ma semplicemente vorrebbe che il federalismo fosse realizzato nella versione da loro proposta. Siamo quindi ad un paese fermo ed alla deriva, dove è venuto a mancare il sale della democrazia: il contradditorio. Per fare fronte a questo i cittadini, come è accaduto a Torino ed in tante altre città, si organizzano (senza forse sapere ancora in che direzione andare) per fare sentire la loro voce, anche a chi dice di essere dalla loro parte.

Francesco Capaldo

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