Qualche giorno fa sono stati resi noti i dati delle presenze turistiche a Taormina nel mese di febbraio.   Riassumiamo e ricordiamo che in quelle statistiche si registra un calo pari al 40,57%, con 5.594 presenze in meno rispetto al 2010, il -76,72% del mercato tedesco, che perde oltre 4.000 presenze (4.152 presenze in meno), così come gennaio, tanto che nel totale del bimestre la flessione del 27,66%, pari a -7.161 pernottamenti, è per buona parte da attribuire al turismo di marca teutonica, che fa registrare 7.527 presenze in meno (-77,11%). Nei primi due mesi dell’anno sono stati disponibili soltanto 78 posti letto a cinque stelle -rispetto ai 350 del 2010- e 875 a quattro stelle – a fronte dei 1.249 dello scorso anno.

Ciò premesso, ci auguriamo ovviamente che il risveglio ci sia poi davvero nei mesi che verranno, perchè altrimenti il 2011 del turismo a Taormina rischia di essere un’ecatombe.

Facciamo qualche riflessione sugli albergatori. Sinora i 4 e 5 stelle sono rimasti chiusi per ristrutturazioni varie. Bene, benissimo per questo apprezzabile sforzo dei lavori.

Adesso gli albergatori di tutte le stelle si mettano in testa che o cominciano a restare aperti tutto l’anno o per molti di loro arriverà il “de profundis”.

Un concetto che deve valere, insomma, per i tanti commercianti afflitti da “thailandite acuta” ma deve riguardare per gli albergatori, senza se e senza ma.

Gli equilibrismi per far quadrare i conti sulle indennità di disoccupazione e la corsa periodica alle sovvenzioni regionali e comunitarie non possono essere più la priorità di una categoria che potrebbe lavorare 12 mesi l’anno ma sin qui – al di là dei demeriti della politica – non ha avuto la capacità (e forse neppure la voglia) di farlo.

Gli albergatori hanno il diritto e dovere di tutelare le loro aziende ed investimenti onerosi: questo è fuori discussione.  Il paradosso, al contempo, è che proprio certi atteggiamenti remissivi dell’associazionismo stanno portando queste aziende a cappottare, e non a caso alcune società sono al collasso.

Non entriamo nel merito del capitolo prezzi, perchè lì la convinzione che abbiamo, la riassumiamo in una frase: i prezzi odierni degli alberghi di Taormina sono alti in rapporto e proporzione alla mancanza in città di certi servizi e infrastrutture.

Ci chiediamo, piuttosto, cosa hanno dato gli albergatori in questi anni al paese? Qual’è stato e qual’è l’apporto? Tanto di cappello a chi ha speso impavidamente parecchi soldi e ci ha purtroppo rimesso. Altri non ci hanno messo nulla e sono finiti in fretta nel baratro o ci finiranno a breve.

Per il resto annotiamo qualche albergo nei dépliant turistici, mister Tizio e il divo Caio ospiti d’estate nell’hotel x,  qualche convegno per lo più di nicchia mentre chissà perchè il palazzo dei congressi funziona ormai solo per Taormina Arte e a Capodanno.

Gli alberghi di lusso sono “croce e delizia” di un turismo che a Taormina non riusciamo a capire se sia destinato a giovani o anziani, italiani o stranieri. Il turismo deve essere solo per riempire i cinque stelle o in tempi di crisi possiamo anche degnarci di far sopravvivere gli altri che hanno un hotel a una stella, a due o tre e magari solo un B&B?

Vediamo meravigliose strutture, che da sole non possono bastare. Scatole vuote multilingua, in salsa messinese, palermitana o napoletana, americana. Sono il paradigma perfetto di una incapacità di sfruttare le straordinarie potenzialità e il fascino che, nonostante i disastri dell’ultimo ventennio, Taormina mantiene in ogni parte del mondo.

E’ evidente che gli albergatori prima o poi dovranno chiarirsi le idee e smetterla di nascondere la testa sotto la sabbia. Presto o tardi sarà tempo di riflettere su quale debba essere il loro rapporto con la politica locale. Intendono ancora per molto tempo andare al traino delle varie Amministrazioni che si susseguono? O vorranno essere i protagonisti veri di un’inversione di rotta per rilanciare Taormina?

La questione va di gran lunga oltre le solite discussioni sul fatto che Italo Mennella sia assessore al Turismo e presidente degli Albergatori.

A scanso di equivoci, evidenziamo che questo non è un attacco all’amico Italo, che per altro conosciamo anzi talmente bene da poter dire senza timore di smentita che, a prescindere da qualsiasi valutazione sul suo operato, non avrebbe difficoltà a mollare gli attuali incarichi per dedicarsi in piena serenità ai suoi alberghi, se non fosse per la generosità di voler accondiscendere al pressing asfissiante di chi lo marca stretto chiedendogli di sottrarre preziose energie a se stesso pur di andare avanti su tutti i fronti.

La verità è che oggi nel panorama taorminese potrebbe esserci chiunque altro al posto di Mennella e ben poco cambierebbe. Quello che non va è la mentalità complessiva di tutti gli attuali rappresentanti del settore.

La sensazione è che manchi quella voglia prepotente e spavalda di andarsi a riprendere il primato turistico che in Sicilia Taormina ha perso ad appannaggio di realtà che sulla carta non sarebbero all’altezza però hanno avuto il (grande) merito di migliorarsi valicando la vecchia logica del sole-mare.

Desta forti perplessità la remissività di una categoria che ormai riesce in qualche modo a scuotersi solo quando Taormina viene fatta oggetto di chirurgiche azioni di killeraggio mediatico (in effetti avvenute più volte nei mesi recenti e da considerare come delle manovre denigratorie non casuali).

Gli albergatori si sono chiusi a riccio su se stessi e sui piccoli obiettivi di una difficile lotta per la sopravvivenza, lontani dal coraggio di scelte collettive lungimiranti. Distinti e distanti dalle reali esigenze dell’economia globale del paese.

La promozione c’è ancora chi pensa che la si fa alle Bit… Su questo tasto…. “ora pro nobis”.

In due mesi a Taormina c’è già un calo del 40% delle presenze. L’allarmismo non serve e va evitato. Per altrove ballerebbero le sedie e i tavoli dei palazzi, e ci si affretterebbe a cautelarsi, affrontando tutti ad un tavolo per giorni o settimane il problema, sino ad arrivare insieme a qualche scelta condivisa e coraggiosa.

Qui calma piatta. Calma, abbiate fede e fiducia. I turisti arriveranno. Ma sì, c’è il calo per colpa della Libia e il mondo intero ci ha traditi perchè i nostri cinque stelle erano chiusi….

Taormina è unica, un grande teatro a cielo aperto. E scusate se non ci stancheremo mai di dirlo…

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