Si è svolta nell’aula consiliare del Comune di Taormina la cerimonia per l’avvenuto riconoscimento ufficiale del “Centro contro il dolore” all’ospedale “San Vincenzo”. Taormina, da tempo è impegnata tra le località in prima linea, in Sicilia e nell’ambito dell’intera penisola, nella lotta contro il dolore. Adesso si avvierà, un complesso di alta specializzazione, riconosciuto dalla Gazzetta ufficiale il 4 febbraio scorso. Un centro che dispone di un’organizzazione “gemella” a Palermo. Oggi le più moderne tecniche di anestesia consentono di alleviare le sofferenze di quanti combattono contro le malattie che li tormentano. Il progetto che sta prendendo forma al “San Vincenzo” costituirà parte integrante e fondamentale di una rete di terapia del dolore e cure palliative.

Nel quadro di questa iniziativa si inserisce anche la nascita di un’associazione onlus che si occuperà dei pazienti e delle loro patologie.

“Da anni noi combattiamo il dolore inutile – afferma – il dott. Filippo Bellinghieri, direttore dell’unità operativa di anestesia e rianimazione dell’ospedale “S. Vincenzo” e adesso insieme a Palermo siamo stati riconosciuti come centro di eccellenza. Il dolore è quello non solo del cancro ma anche quello cronico-benigno. Ci auguriamo che questa struttura possa diventare sempre più un punto di riferimento per l’utenza”.

“Sono 900 mila i siciliani che soffrono di dolore e 12 milioni in tutta Italia. Il nostro progetto rientra nell’ambito di Federdolore, che è il centro di coordinamento nazionale dei centri di terapia del dolore. Stiamo inoltre lavorando a degli studi europei per dei nuovi farmaci in via di sperimentazione, pertanto ci muoviamo in sinergia con gli obiettivi del sistema sanitario nazionale”.

“Il centro del San Vincenzo – aggiunge Bellinghieri – è una struttura alta specialità quindi c’è la possibilità di fare diagnosi per le persone con dolore difficili e c’è l’opportunità di ricovero. Parliamo di poter agire in modo efficace in materia di farmaci oppiacei, ma anche di intervenire nel campo delle tecniche invasive, l’elettrostimolazione e le radiofrequenze o i farmaci per via spinale che possono combattere quel dolore difficile che non si riesce a curare con i farmaci”.

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