A breve il premier Silvio Berlusconi dovrá affrontare il fuoco “nemico” dei magistrati. L’ironia della sorte vuole che a giudicarlo non saranno le “berlusconine”, bensì un gruppo di donne armate fino ai denti con esplosivi codici penali che non hanno nulla da invidiare ai missili lanciati in queste ore contro Gheddafi. Come nel caso del dittatore libico, a fare il “tifo” contro Berlusconi sono quasi tutti i paesi europei. Anzi, considerato che Angela Merkel non si é schierata contro Gheddafi, é possible che Berlusconi abbia piú detrattori.

Per le udienze che dovrebbero iniziare il 6 aprile, Berlusconi si starà di certo allenando con un gruppo di esperti nel ruolo di avvocato del diavolo (cioè dei magistrati) per essere in grado di rispondere a tutte le accuse. Esattamente come i candidati alla Casa Bianca fanno prima dei dibattiti nelle loro campagne presidenziali.

La strategia che i consulenti avranno escogitato per Berlusconi sará probabilmente di passare all’attacco (piuttosto che subirlo) facendo innervosire il pubblico ministero, per metterlo sulla difensiva.

Alla fine comunque, é possibile che il presidente del consiglio, se incalzato, butti tutto all’aria e cominci a rispondere ai pm a modo suo, pretendendo di non essere interrotto e con delle risposte che saranno a sua volta domande ed accuse ai magistrati. Non certo una strategia vincente.

E allora cosa dovrebbe fare Berlusconi allora per fronteggiare il “nemico”? Le opinioni dei lettori sono benvenute.

Nel frattempo questi sono i miei consigli: 1) Lanciare un’aggressiva campagna pre-udienza, stile Gheddafi, con la quale il raìs italiano lanci fulmini e saette contro i magistrati, promettendo ritorsioni da parte del Ministro della Giustizia, dal Governo e dalla maggioranza in Parlamento. Questo, come vedremo in seguito, per non fare insospettire i pm… 2) Presentarsi in tribunale con un vestito acquistato ai grandi magazzini e in un’automobile con lui stesso alla guida, portando come passeggeri tutta la famiglia. Non sorridere, ma mostrarsi amichevole con tutti, indistintamente e, se necessario, aspettare in fila per entrare… 3) In aula, dopo i dovuti rituali (con un solo avvocato difensore che lo aspetta al banco degli imputati), quando tocca a lui prendere la parola, si rivolga ai giudici, con un discorso del tipo: “Presidente, magistrati, avvocati, buon giorno. Prima che questo processo inzi, vorrei rivolgere poche parole sia ai presenti in quest’aula che a tutti gli italiani. Ebbene, chiedo perdono a tutti. Ho sbagliato e sono qui per pagarne le conseguenze. Ho sempre affrontato le mie responsabilitá prendendo il toro per le corna, e non faró diversamente questa volta. Vi chiedo semplicemente di considerare che, come attenuante, ho la responsabilitá, il rispetto e l’affetto verso gli italiani. É vero, ho sfruttato al massimo il privilegio che la legge mi consente per difendermi, ma ho sempre rispettato coscentemente la legge e le istituzioni. La politica a volte costringe ad agire in modo poco edificante e morale. Come sapete tengo molto alla mia immagine, anche perché il mio ruolo istituzionale rappresenta l’Italia e io all’immagine dell’Italia ci tengo. Purtroppo, non sono stato sempre moralmente forte come avrei voluto e dovuto e le debolezze si pagano. Chiedo scusa se ho offeso qualche magistrato, chiedo scusa alla stampa e ai leader di altri paesi se a volte ho abusato della loro tolleranza. Chiedo perdono alla Chiesa i cui valori ho a volta ignorati. Chiedo scusa alla mia famiglia per averla sottoposta a tante critiche e preoccupazioni. Chiedo scusa alle ragazze che hanno allietato le mie serate. Chiedo scusa ai miei collaboratori che in diversi modi hanno cercato di darmi buoni consigli.  Chiedo scusa a quei giornalisti a me vicini dai quali ho preteso un pó troppo. Perdonatemi. Vede presidente, sono un uomo di 75 anni, umano con pregi e difetti. Ho fatto molto nella vita, il che mi permette di vivere curando esclusivamente gli interessi del nostro Paese. E posso fare ancora meglio. Se questo tribunale dará la possibilitá di redimermi facendomi dedicare il resto della mia vita al bene degli italiani, di cui sono capace, ne sarò umilmente grato”.

Cosa potrebbe succedere dopo un simile discorso?

DAL NOSTRO INVIATO
Dom Serafini

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