Se gli americani, i francesi e gli inglesi hanno visto nella crisi libica una grande occasione per recuperare quel peso politico che da tempo non hanno più nella gestione della politica del Mediterraneo, non è dello stesso parere Putin. Questi in maniera tagliente definisce la guerra contro Gheddafi una crociata. Sono parole forti che  pesano sullo scacchiere internazionale e che non lasciano sperare nulla di buono. Queste  le parole di Putin: “ La risoluzione è un errore, è stato permesso di tutto. Assomiglia ad una chiamata medievale alla crociata […] permette a tutti di adottare qualsiasi tipo di azione contro uno Stato sovrano”.

Per la Russia infatti la posizione di  Washington non è dettata né dalla coscienza né dalla logica. La Russia ha anche evidenziato attraverso il suo Ministro degli Esteri che gli attacchi degli  compiuti nelle scorse ore  da USA, Francia, Inghilterra ed Italia non rientrano nella Risoluzione ONU.

Dmitri Rogozin, ambasciatore russo presso la NATO si è espresso con queste parole: “Credo che gli attacchi contro le installazioni che non hanno niente a che vedere con l’aviazione, inclusi mezzi di difesa antiaerea, aeroporti, non corrispondono agli obiettivi segnalati dalla risoluzione del Consiglio di Sicurezza”.

Se è indubbio che il comportamento di Gheddafi è da condannare, certo è che l’atteggiamento di Usa, Francia ed Italia appare molto più che un’operazione  internazionale per la difesa e la tutela dei diritti della popolazione  libica come una vera e propria “aggressione” volta  a  cogliere l’occasione della crisi che ha sconvolto la Libia per instaurare un nuovo equilibrio politico in nord Africa.

Certo è che tale decisione autorizza altri stati a fare la stessa cosa e soprattutto segna un brutto precedente nel quadro dei rapporti internazionali.  E soprattutto tale situazione crea un forte imbarazzo al nostro paese che fino a ieri non solo era “amico”  di Gheddafi, ma era fortemente legato anche alla politica della Russia.

La Russia  insomma sembra decisa a volersi smarcare dalle posizioni sia degli Stati Uniti che dell’Inghilterra e della Francia. A questo punto c’è da chiedersi: starà a guardare? Consentirà in silenzio che americani, inglesi e francesi ritornino a svolgere un ruolo chiave nel Mediteranneo?

Francesco Capaldo

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