Gli attacchi delle forze internazionali hanno colpito anche un bunker di Gheddafi a Tripoli, che è stato completamente distrutto. Si tratta di un edificio amministrativo situato nel complesso che ospita la residenza del leader libico. L’edificio sorgeva ad appena una cinquantina di metri dalla tenda dove il colonnello è solito ricevere gli ospiti importanti: “Questo vi mostra le bugie dell’intervento di queste forze aggressive – ha detto il portavoce del governo libico Ibrahim Musa -, barbare che stanno attaccando gli arabi musulmani in Libia. Dicevano che non avrebbero attaccato questo posto perché ci sono civili, e dicevano di non avere intenzione di uccidere il leader, Gheddafi”.

Sul posto sono stati condotti alcuni giornalisti stranieri cui è stato spiegato che a colpirlo è stato un missile. Gli Stati Uniti hanno detto che Gheddafi non è tra i target previsti dall’intervento della coalizione internazionale.

Al momento l’obiettivo più importante colpito nella seconda notte di raid aerei e bombardamenti sulla Libia per l’operazione Odissea all’Alba è stato proprio la residenza-bunker di Muammar Gheddafi a Bab-al-Azizia, a sud di Tripoli, in cui si ritiene vi fosse il centro di comando e controllo delle forze libiche.

A quanto pare nel corso dei bombardamenti su Tripoli sarebbe morto Khamis Gheddafi, figlio del colonnello Muammar: a dirlo è il sito dell’opposizione libica al-Manara, per il quale Khamis è morto per le ferite riportate nei giorni scorsi quando un pilota dell’aviazione libica passato con l’opposizione avrebbe aperto il fuoco contro di lui vicino alla caserma di Bab al-Aziziya.

La notizia non è stata ancora confermata, anche se al-Manara assicura che le proprie fonti «affidabili e di fiducia, confermano la morte» di Khamis Gheddafi.

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