Rimane drammatica la situazione in Giappone. Continua la conta dei morti ma soprattutto prosegue la disperata corsa contro il tempo per impedire che si possa verificare una nuova Chernobyl, stavolta nella centrale nucleare di Fukushima. L’Agenzia internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ha innalzato il livello di gravità del disastro nucleare nella centrale di Fukushima-Daiichi, da 4 a 5 ma, più tardi, ha anche lanciato segnali tranquillizzanti: la situazione alla centrale nucleare di Fukushima si sta stabilizzando, ha dichiarato Graham Andrew, un consigliere tecnico “senior” dell’Agenzia. Prosegue infatti lo sforzo per riattivare l’elettricitá al reattore numero due, e così riattivare il sistema di raffreddamento e la situazione si sta stabilizzando nel guscio del reattore numero 3.

Segnali positivi arrivano anche dalla temperatura del guscio in cui è conservato il combustibile usato a un altro reattore critico, ha spiegato. «Caratterizzerei questa come una situazione che va verso la stabilizzazione», ha dichiarato, sottolineando che «lo stato di cose rimane molto grave».

«Ma non siamo al momento preoccupati per la salute della popolazione in Giappone e altrove», ha concluso.

I mezzi speciali delle Forze di autodifesa impegnati nei tentativi di raffreddare il reattore numero della centrale nucleare Fukushima-1 hanno smesso intanto di rovesciare acqua contro il reattore numero 3 della centrale, che è quello che più preoccupa le squadre impegnate.

Lo scrive il sito internet del quotidiano Yomiuri shinbun. «Abbiamo concluso», ha annunciato il generale Shigeru Iwasaki, capo di stato maggiore delle Forze di autodifesa aeree. Il lavoro è stato interrotto alle 15 locali (ore 7 in Italia). Secondo l’alto ufficiale, i lanci di acqua hanno raggiunto il reattore. Il generale ha anche assicurato che i livelli di esposizione radioattiva non sono tali da impedire le operazioni sul sito.

«Al massimo si tratta di qualche millisievert all’ora, non impediscono l’attività», ha detto l’ufficiale. Nelle operazioni è stato usato anche un mezzo delle forze armate statunitense. Tuttavia la Tokyo denryoku (Toden), la società alettrica che gestisce l’impianto, ha rilevato solo un abbassamento marginale dei livello di radioattività. Yukio Edano, portavoce del governo, ha chiesto di vedere in maniera positiva il fatto che dalla struttura che ospita il reattore s’innalza del vapor acqueo.

«Dal momento che esce del vapore acqueo – ha spiegato – possiamo affermare senza dubbio che l’acqua nella piscina» del combustibile usato. Proprio questa piscina preoccupa, perché il surriscaldamento di questo materiale provoca fuoruscita di radiazioni.

Un funzionario dell’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha sostenuto che la priorità è ora quella di alzare il livello dell’acqua nelle vasche dove viene conservato il combustile nucleare usato. Non è esclusa l’ipotesi di chiudere i reattori in un sarcofago di cemento armato e di seppellirli, come fu fatto a Cernobyl nel 1986. Il vento sulla centrale soffia verso il Pacifico e non c’ è pericolo immediato per l’area urbana di Tokyo, 240 km a sud dell’impianto.

Il presidente americano Barack Obama ha affermato che non ci sono pericoli neanche per la costa occidentale degli Usa, dove 450 esperti nucleari militari sono pronti ad aiutare quelli giapponesi se necessario. Giovedì il Pentagono ha annunciato l’invio di nove unità speciali di una task force per le emergenze nucleari. Venerdì tornerà in patria il direttore generale dell’Aiea – l’Agenzia dell’Onu per l’energia atomica – il giapponese Yukiya Amano, che discuterà della crisi nucleare col premier Naoto Kan.

Nel frattempo, il numero delle vittime confermate del terremoto della scorsa settimana – 6.539 – ha superato quello delle vittime del sisma di Kobe del 1995, nel quale persero la vita 6.434 persone, secondo gli ultimi dati diffusi dalla polizia giapponese. I dispersi sono più di 10.000 e si teme che il bilancio finale possa superare le 20.000 vittime.

 

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