Quanti libri bisogna aver letto e quanta esperienza della vita bisogna aver accumulato per scrivere degnamente di un’artista della statura di Vincenzo Pellegrino? Dinanzi all’arte quando è veramente tale, la parola sembra sempre inadeguata, fatalmente monca ed imperfetta. L’arte vera si esprime da sé, in un gesto, e qualunque commento sembra essere superfluo rispetto alla forma con cui è stata fermata dall’artista nella materia. E spesso in un’opera è scritto senza che noi ce ne accorgiamo il segno di un’epoca e l’aprirsi di nuovi sentieri conoscitivi fin al quel momento inesplorati.

In Sisifo di Pellegrino, poliedrico artista campano, c’è la traccia di un lungo percorso artistico che ha portato lo scultore a sperimentare la pittura, la ceramica, la progettazione e la realizzazione di gioielli ed a cimentarsi con la maestria dell’arte antica e con le tecniche artistiche dei moderni.

Sisifo rappresenta per Pellegrino l’inizio di un nuovo percorso, in cui l’artista in una potente e straordinaria forma espressiva dà voce al suo essere e soprattutto alla sua visione della realtà. In questa straordinaria e sublime scultura in terracotta l’arte degli antichi si fonde con la sensibilità dei moderni. La perfezione della forma riassorbe lo spasimo di dolore del giovane Sisifo, che nudo dinanzi alla vita ed al mondo cerca in ogni modo di  resistere all’alienante società dell’età della tecnica e del post-moderno.

Una nuova lotta quindi, non contro gli dei, ma contro un mondo che ha creato nuovi idoli, ed in cui lo scultore attraverso un percorso a ritroso si riappropria, assorbendo il dolore nella bellezza della figura del giovane Sisifo, del proprio essere uomo attraverso il suo personaggio. Bellezza e dramma insieme. La bellezza dell’umanità che  ha il coraggio nella perfezione di un corpo che è sintesi dell’armonia della natura,  di alzare la testa verso l’alto fino alla “divinità”.

E sofferenza allo stesso tempo che nasce dalla propria umanità, dalla consapevolezza che l’uomo che è costretto in ogni tempo per vincere la sua sfida di esistere a scontrarsi con nuovi demoni. E dalla bellezza e dal dolore nasce lo sguardo del Sisifo di Pellegrino, che in quel suo rivolgersi verso l’alto e volersi quasi staccare dalla terra a cui dall’eternità è avvinto, tocca i vertici della perfezione artistica.

Per sapere di più sulla produzione artistica di Vincenzo Pellegrino visitate il sito web: http://www.vincenzopellegrino.com/.

Francesco Capaldo

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