Fuhushima, nell’impianto nucleare danneggiato dal terremoto che ha colpito il Giappone lo scorso 11 marzo, è ormai una corsa contro il tempo per evitare l’aggravarsi della crisi. L’esercito nipponico ha cercato di gettare tonnellate d’acqua sui reattori surriscaldati della centrale, prima di desistere. La situazione è resa complicata dalle radiazioni, che non tendono a scendere nonostante l’uso anche dei cannoni ad acqua, ma anzi sono in aumento.

I camion-cisterna della polizia hanno lavorato per 40 minuti e, ore prima, gli elicotteri militari avevano lanciato tonnellate di acqua marina (questi ultimi però senza riuscire ad abbassare la temperatura della piscina del reattore). Per il governo giapponese la messa in sicurezza del reattore numero 3 di Fukushima «è la priorità»: qui i getti d’acqua hanno raffreddato la temperatura nella piscina e «fumo bianco» si leva dalla zona.

L’impianto potrebbe essere ricollegato presto a una linea elettrica e questo permetterebbe di riattivare, almeno parzialmente, il sistema di refrigerazione.

Ma una nuova colonna di fumo bianco sta creando nuova pprensione. È quella che ha iniziato a levarsi dal reattore numero due della centrale di Fukushima Daiichi. Lo denuncia il portavoce dell’agenzia per la sicurezza nucleare nipponica, Hidehiko Nishiyama, precisando che potrebbe essere questo il segno dell’inizio del surriscaldamento delle barre di combustibile usato anche di questo reattore.

Una nuova scossa di magnitudo 5.8 si è registrata poco fuori da Tokyo, con epicentro al largo delle coste della prefettura di Ibaraki, a nord della capitale. Intanto, i timori internazionali su quanto sta avvenendo in Giappone crescono: secondo il capo dell’ente nucleare americano Gregory Jaczko, l’impianto di Fukushima 1 sta diffondendo «radiazioni estremamente forti, potenzialmente letali» per le persone che stanno cercando di limitare la perdita di sostanze radioattive.

Si aggrava, nel frattempo, anche il bilancio del sisma e dello tsunami. Secondo gli ultimi dati ufficiali diffusi tra morti e dispersi si è arrivato a quota 15.023. Ma altri dati a livello locale parlano di almeno 24.000 tra morti e dispersi. Un bilancio probabilmente destinato ancora a salire.

 

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