Patologie respiratorie dell’età pediatrica

La rinite allergica è una malattia in costante aumento, dato preoccupante per il rischio tre volte maggiore che i soggetti colpiti da rinite possono sviluppare asma. Questa malattia può avere inizio a qualsiasi età ma esordisce di solito molto prima dei 20 anni, da qualche anno si assiste infatti  ad una maggiore incidenza in età pediatrica. La rinite allergica riconosce come meccanismo patogenetico una immunoreazione patogena di I tipo ovvero una reazione antigene-anticorpo nella quale l’allergene si viene a legare agli anticorpi IgE fissati sulla superficie di mastociti e basofili.

Lo sviluppo della flogosi allergica a livello della mucosa nasale genera la comparsa delle manifestazioni cliniche caratteristiche della rinite allergica e la alterazione anatomica-funzionale del complesso rino-sinusale con successiva comparsa di rinosinusiti e, per interessamento flogistico della tuba di Eustachio, insorgenza di patologia otologica.

La frequenza di riscontro della patologia sinusale è quindi in parte riconducibile alla compartecipazione dei seni paranasali agli eventi flogistici ed infettivi del compartimento nasale che, costituisce una vera e propria porta d’ingresso per le manifestazioni flogistiche delle vie aeree superiori (complesso rino-sinusale).

Le flogosi delle alte vie aeree, quali riniti, rinosinusiti, tracheo-bronchiti, ipertrofia adenoidea, determinano la disfunzione tubarica responsabile dell’otite media catarrale, affezione dell’orecchio medio caratterizzata dalla presenza nella cassa del timpano di trasudato e/o essudato sterile che successivamente per il persistere delle cause e  per sovrainfezione batterica danno origine alla otite media purulenta. A volte le secrezioni fanno aumentare notevolmente la pressione nel cavo del timpano, con conseguente perforazione della membrana e fuoriuscita delle secrezioni dal condotto uditivo esterno.

La malattia allergica può essere efficacemente trattata con il vaccino antiallergico: attualmente parecchi studi clinici hanno dimostrato la maggiore efficacia, tollerabilità, compliance e sicurezza del vaccino allergoide sublinguale .

Il vaccino allergoide sublinguale è ottenuto da una particolare modifica chimica dell’allergene, la carbamilazione, in allergoide, che permette di mantenerne inalterate le dimensioni molecolari.

L’allergoide carbamilato può così essere assorbito intatto poiché la molecola modificata resiste all’aggancio degli enzimi proteolitici. L’attività immunologica potenziata è il vantaggio principale che deriva da questa marcata resistenza agli attacchi degli enzimi proteolitici ad es. quelli gastroenterici.

Il vaccino allergoide sublinguale agisce sulla infiammazione allergica, diminuendo l’accorrere delle cellule infiammatorie (eosinofili, neutrofili, linfociti) ed il loro permanere nel sito della reazione allergica grazie alla diminuita espressione di molecole di adesione.

Obiettivo dello studio:

Valutare l’efficacia del vaccino allergoide sublinguale nei pazienti affetti da rinite allergica e da patologie ad essa correlate, quali rinosinusite, ipertrofia adenoidea, otite media catarrale.

Materiali e Metodi:

Sono stati esaminati 20 soggetti, 14 di sesso maschile (70%) e 6 di sesso femminile (30%), tutti aventi età compresa tra i 5 e i 12 anni, che presentavano segni e sintomi riconducibili verosimilmente a patologia allergica.

Il protocollo prevedeva:

  • Indagine anamnestica per l’individuazione di patologie ORL da possibile causa allergologica e ricerca di eventuale familiarità per allergopatie.
  • Esame obiettivo ORL e videorinofibroendoscopia a fibre ottiche flessibile (ENT-30PIII Flexible Nasopharyn Machida), per la valutazione di eventuali alterazioni morfo-strutturali del distretto otorinolaringoiatrico e definizione di segni riconducibili a patologia allergica.
  • Esame Prick test per la valutazione di eventuali allergie da allergeni inalanti quali: dermatophagoides mix, parietaria mix, graminacee mix, composite mix, olea europea, betula pendula, alternaria alternata, ambrosie mix, artemisia vulgaris, cipresso, cynodon dactylon, corylus avellana, epitelio cane e gatto.
  • Citologia nasale per l’identificazione e la conta delle cellule epiteliali e infiammatorie (eosinofili,neutrofili, basofili,mastociti e cellule mononucleate). La raccolta del campione citologico nasale veniva effettuato tramite tecnica di “scraping” mediante curette di plastica (Rhino-Probe) sotto controllo visivo, eseguendo un leggero raschiamento della superficie mucosale del terzo medio del turbinato inferiore. Successivamente il campione citologico veniva fissato con metanolo e colorato con Wright-Giemsa.
  • Esame rinomanometrico anteriore che consente di rilevare, in condizione basale e dopo test di provocazione nasale con l’allergene inalante in causa,alterazioni e modificazioni o meno dei flussi e delle resistenze nasali in pazienti affetti da allergie perenni o stagionali, prima e dopo circa sei mesi dall’assunzione dell’allergoide sublinguale.
  • Vaccinazione con allergoide sublinguale in compresse per tre anni e follow-up rinologico a sei mesi dell’inizio del vaccino antiallergico.

Risultati:

La valutazione clinica dei pazienti ha fornito i seguenti risultati:

Indagine anamnestica:

Presenza in 8 casi (40%) di pregresse manifestazioni allergiche sistemiche, quali  asma e dermatite atopica, dopo ingestione di alcuni alimenti allergizzanti, assenti nei restanti 12 (60%). Tutti i pazienti riferivano ostruzione nasale bilaterale, salve di starnuti, rinorrea sieromucosa, roncopatia ,apnea notturna, febbre ricorrente, cefalea ed almeno quattro episodi di otite media catarrale/anno, associata ad ipoacusia trasmissiva.

Esame obiettivo ORL e Videorinofibroendoscopia a fibre ottiche flessibili:

Presenza in 12 casi (60%) di riduzione bilaterale della trasparenza e della luminosità della membrana timpanica ed in 8 casi (40%) di retrazione bilaterale della membrana timpanica.

Presenza in 10 casi (50%) di lieve deviazione del setto nasale e presenza in 8 casi (40%) di ipertrofia adenoidea che occlude per circa 3/4 l’ostio canale, in 2 casi (10%) presenza di degenerazione polipoide della mucosa della coda del turbinato inferiore e in tutti i 20 casi (100%) di ipertrofia dei turbinati, mucosa nasale pallida, presenza di secrezione sieromucosa abbondante ed ipertrofia del torus tubarico. Dopo sei mesi di trattamento con vaccino allergoide sublinguale si rilevava una riduzione della ipertrofia dei turbinati nell’85% dei pazienti e una riduzione dell’ipertrofia adenoidea (a più della metà) nel 30% dei pazienti.

Esame Prick-Test

Presenza in 7 casi (35%) di reazione cutanea da Dermatophagoides mix, 5 casi (25%) da Parietaria mix, 4 casi (20%) da Graminacee mix, 2 casi (10%) da Olea Europea, 2 casi (10%) da Alternaria Alternata.

Citologia nasale

Prima del trattamento con vaccino allergoide sublinguale in 7 pazienti (35%) il rinocitogramma evidenziava un incremento di leucociti ed eosinofili di terzo grado (grado 3+) e in 3 pazienti (15%) di primo grado (grado 1+), in 4 pazienti (20%) incremento di basofili e mastociti di quarto grado (grado 4+) e in altri 4 pazienti (20 %) di secondo grado (grado 2+), solo in 2 pazienti (10%) incremento di leucociti e neutrofili di secondo grado (grado 2+).

Dopo sei mesi di trattamento con vaccino allergoide sublinguale in tutti i pazienti si rilevava la presenza di sporadiche cellule metacromatiche, eosinofili e neutrofili.

Rinomanometria

I pazienti presentavano in condizione basale un modesto aumento delle resistenze nasali ed una diminuizione del flusso aereo ad una pressione di 150 Pascal, e ancor di più dopo provocazione nasale con l’allergene in causa.

Dopo sei mesi di trattamento con vaccino allergoide sublinguale, l’analisi delle curve e delle sigmoidi, sia in condizioni basali che dopo provocazione nasale specifica metteva in evidenza, in 15 pazienti (75%), un notevole aumento del flusso respiratorio ed una caduta delle resistenze nasali tali da non ritenere opportuno eseguire la rinomanometria dopo decongestione nasale.

Follow-up rinologico dopo sei mesi di terapia con Monoide

Alla fine del trattamento con vaccino allergoide sublinguale:

9 pazienti riferivano un netto miglioramento della sintomatologia nasale per notevole riduzione dell’ipertrofia dei turbinati e del torus tubarico.

6 pazienti mostravano una riduzione delle vegetazioni adenoidee e un miglioramento netto delle funzionalità naso-bronchiale, non essendo più esposti a flogosi rino-sinuso-bronchiali croniche. Tutti i 15 pazienti non riferivano più alcun episodio di OMC ( otite media catarrale).

5 pazienti, a sei mesi dall’inizio della vaccinazione antiallergica, non riferiscono ancora alcun miglioramento per cui potrebbero essere candidati ad intervento chirurgico se ad un anno dall’assunzione dell’allergoide sublinguale non riferiranno alcun miglioramento sintomatologico.

Conclusioni:

I dati ottenuti dallo studio sembrano confermare l’efficacia dell’allergoide sublinguale sulla infiammazione allergica.

E’ stato notato un miglioramento della sintomatologia non solo nella rinite allergica ma anche nelle patologie correlate quali otite media catarrale, ipertrofia adenoidea e dei turbinati, dimostrata anche dalla riduzione del consumo di farmaci sintomatici e dell’incidenza di comparsa di complicanze rinosinusotracheobronchiali. La prescrizione del vaccino sublinguale , in particolar modo in età pediatrica, ridurebbe , di molto, l’indicazione all’intervento chirurgico di adenoidectomia prevenendo l’insorgenza di asma e di altri sintomi interessanti le basse vie respiratorie.

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Daria Maria Caminiti

Specialista in Otorinolaringoiatria. Dottore di ricerca in scienze audiologiche e otorinolaringoiatriche Università degli Studi di Catania. Responsabile del Servizio di Day Surgery di otorinolaringoiatria presso la Casa di Cura Villa Salus di Messina convenzionata con il S.S.N. Responsabile dell’Equipe Siciliana di diagnosi, cura e riabilitazione dell’acufene. Esperta in Allergologia. Consulente Tecnico d’Ufficio o CTU del Tribunale di Messina

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