martedì, marzo 3, 2015

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Ninni Panzera segretario generale Taormina Arte

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News da Taormina e il suo comprensorio...

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Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015

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Palazzo dei congressi di Taormina

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Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015

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Un campanello d’allarme - Le insistenti e continue piogge degli ultimi giorni hanno provocato dei disagi nella fascia jonica. A Castelmola si erano verificati...

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Dall’ATO all’ARO, regione permettendo - Il comune di Castelmola ha avviato la raccolta differenziata nel suo territorio. Un percorso necessario per rispettare e tutelare...

L’editoriale

La favola di Taormina e la “tassa ad minchiam”

Valerio Morabitodi Valerio Morabito

“C’era una volta” è il modo con cui si iniziavano, e in realtà lo si fa ancora oggi, le favole che venivano raccontate ai bambini prima di andare a letto o durante le festività natalizie. Il “c’era una volta” era il leitmotiv della Disney per appassionare il pubblico dei suoi film. I tempi cambiano, si sa. Però dal “c’era una volta” fiabesco al “c’era una volta” contemporaneo, fatto da incubi e degenerazioni, ce ne passa. Si, perché le favole non sono più quelle di una volta. E non è un caso se si è passati dall’avvenente “Sirenetta” alla grossolana “Peppa Pig”. Nell’evoluzione, o involuzione, dipende dai punti vista, delle favole c’è un’eccezione. Almeno così sembra. È quella di Taormina. Se fosse ancora vivo quel visionario di Walt Disney non avrebbe esitato a farci qualche film animato. I personaggi che non farebbero annoiare il grande pubblico, del resto, non mancherebbero. Al di là di macchiette che ricordano i protagonisti di “Amarcord” di Federico Fellini, il “c’era una volta” della terrazza che si affaccia sul Mediterraneo inizia in un modo ben preciso. “C’era una volta” la città di Taormina che viveva di turisti, perché non c’era altro. Tra alberghi, ristoranti e commercianti tutti avevano un lavoro e riuscivano a creare ricchezza e benessere anche per la collettività taorminese. Il “c’era una volta”, penserà qualcuno, ha rotto i cabbasisi. [continua a leggere]

L’opinione

Taormina Arte fuori dagli interessi di bottega

Antonio Belcuore sfondo bianco 200x200di Antonio Belcuore

Che fine farà Taormina Arte? Nonostante gli ultimi anni non siano stati certamente tra i migliori da annoverare negli annali del Festival, Taormina Arte rimane l’unica manifestazione, che ancora valica i confini nazionali. Un marchio con una visibilità ed una riconoscibilità, che va aldilà dei singoli eventi che si realizzano al suo interno. Un brand che ha un suo valore, perché ha una storia importante, che ha saputo mantenere a dispetto delle traversie che ha attraversato e sta continuando a vivere, così come viene apprezzato e percepito dall’Est all’Ovest del pianeta, dal Giappone agli Stati Uniti, passando per l’Europa. Perché tutto ciò che accade al Teatro Antico di Taormina d’estate nell’immaginario collettivo è riconducibile a Taormina Arte (in parte è anche vero, perché senza la logistica e l’esperienza di Taoarte difficilmente una stagione al Teatro Antico avrebbe luogo). E’ questo il vero patrimonio che in un rinnovato dibattito sulla costituzione della Fondazione deve essere con forza messo sul tavolo della trattativa. Un patrimonio immateriale di grande valore, che non è solo di Taormina ma della Sicilia intera, così come la destinazione Taormina rappresenta la vera porta d’ingresso per il turismo siciliano. Costituzione della Fondazione, che oggi diventa decisiva e sicuramente dirimente per il futuro [continua a leggere]

Lettere al Direttore

Taormina Arte. Antonio D’Aveni: «Nulla verrà deliberato in Consiglio comunale»

da Antonio D’Aveni

Gentile Direttore, in merito alla nota inviata dal Presidente club Sfrattati, Sig. Pippo Manuli, vorrei cogliere l’occasione per ringraziarlo pubblicamente per i consigli, da me ben accetti, in quanto provengono da persona avente grande esperienza amministrativa e che ha dato lustro con la sua gestione al Consorzio Rete Fognante. [continua a leggere]